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28 febbraio 2008

Mario in parlamento

Mi auguro che, dopo aver preso lo slogan "SI PUO' FARE" usato in campagna elettorale per le primarie, che voglio considerare come una specifica attenzione ai temi portati da GU nel Partito Democratico, ci sia da parte della segreteria la coerenza di inserire Mario Adinolfi nelle liste per una sua elezione in parlamento. Se lo merita lui, ce lo meritiamo noi trecento, se lo meritano gli under 40, sicuramente molto di più di altri nominati in questi giorni.






permalink | inviato da LeonardoBertini il 28/2/2008 alle 12:50 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa


6 febbraio 2008

Elezioni Politiche anticipate: un'idea

Lo scenario peggiore che potevamo immaginare si è realizzato. Scioglimento delle Camere ed elezioni anticipate con la legge elettorale - la porcata - di nuovo tra noi ed il sacrosanto diritto dei cittadini di scegliere i propri rappresentanti.
Ho molto apprezzato il tentativo di Napolitano e Marini di riallacciare - almeno per quanto riguardava la legge elettorale - un parlamento ormai in ordine sparso così come ho molto apprezzato le posizioni di Veltroni e del PD per fare le riforme. Ce lo hanno impedito, tant'è.
Quindi il 13 e 14 Aprile si va di nuovo alle urne, con il Partito Democratico ancora in mezzo alle sabbie mobili di una propria costituzione da portare a compimento seppure tra molti fatti positivi come le elezioni primarie per le assemblee comunali e provinciali.
Sarebbe a dir poco incoerente con tutto il percorso costituente del PD non ricorrere alle primarie per individuare i propri rappresentanti alla camera dei Deputati ed al Senato della Repubblica.
Certo c'è una norma transitoria votata nello statuto per affrontare la prossima legislatura, ci sono oggettivi problemi organizzativi data la ristrettezza dei tempi. C'è anche, a mio avviso, una soluzione che potrebbe tenerci sulla retta via: Utilizzare le assemblee provinciali per eleggere i nostri rappresentanti per la formazione delle liste.
Del resto le assemblee provinciali sono state appena elette sulla base dei seggi delle primarie del 14 ottobre, sono costituite in parità di genere e sono integrate da rappresentanti di diritto quali sindaci ed amministratori provinciali, quindi sono assemblee significative e rappresentative che potrebbero, attraverso una elezione indiretta (così come avviene per l'elezione del Presidente della Repubblica) indicare i propri rappresentanti nelle liste chiuse che questa legge elettorale ci obbliga a fare.
Abbiamo una grande opportunità dinnanzi, sarebbe un elemento di rottura straordinario e potrebbe essere oltremodo un cavallo di battaglia per la prossima campagna elettorale, in grado da sola di evidenziare la novità del PD nello scenario che si prospetta. Anche le tempistiche ce lo consentono. Sarebbe sufficiente formalizzare le candidature all'insediamento delle assemblee provinciali, magari attraverso una lista proposta dal coordinamento provinciale, dare 30 minuti a candidato per presentare la propria candidatura. Riconvocare l'assemblea prima dell'inizio dei comizi elettorali (quindi prima del 14 marzo) per votare. In base ai voti ottenuti formalizzare l'ordine della lista.

SI PUO' FARE! (YES, WE CAN)




permalink | inviato da LeonardoBertini il 6/2/2008 alle 16:0 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (1) | Versione per la stampa


20 dicembre 2007

Assemblea a Pontedera

ieri sera insieme al Sindaco di Pontedera, Paolo Marconcini che ha presieduto l'assemblea del PD, c'erano Enrico Rossi Assessore Regionale alla sanità ed Elisabetta Bini, vice segretario del PD toscano. E' stata una bella serata. Di quelle che dovrebbero diventare tappa fissa nell'agenda settimanale. Perché è solo incontrandoci e discutendo insieme che ci possiamo riconoscere cittadini e portatori di interessi condivisi. Se vogliamo cambiare davvero la politica non dobbiamo far altro che partecipare in modo consapevole. Da Pontedera partirà un messaggio forte, statene certi.




permalink | inviato da LeonardoBertini il 20/12/2007 alle 13:18 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa


19 dicembre 2007

Spagna vs Italia 3-0

Vorrei darvi un personale punto di vista sul fenomeno Spagna. Sono stato, 10 anni fa ormai, studente erasmus a Madrid per un anno (..bei miei tempi!!). Era quello un anno particolare, il 1997, all'università si ricordavano i 60 anni della guerra civile e si ringraziavano i reduci della brigata internazionale che avevano combattuto contro Franco...c'erano anche dei gagliardi vecchietti italiani che, parlando dal parco con le lacrime agli occhi, ci fecero inorgoglire davvero tutti.
Era quello l'anno della riforma universitaria, quella che noi abbiamo cominciato ad attuare a stento un paio d'anni fa. Molti docenti erano giovani, i ricercatori e gli studenti erano motivati, energici, ambiziosi. Per la prima volta ho sentito parlare nelle lezioni di economia e diritto internazionale di innovazione, trasferimento tecnologico, sviluppo sostenibile e delle politiche strutturali europee.  Si percepiva in tutti i settori della società un linguaggio nuovo, nuove prospettive, la fiducia verso un sistema che aveva trovato gli equilibri fondamentali per andare oltre il proprio recente passato.
Alle istituzioni europee mandavano i giovani più promettenti ad imparare per poi trasferire al paese le nuove conoscenze un po come durante la rivoluzione meiji giapponese, in tutti i settori strategici ci sarebbero state nuove classi dirigenti capaci di interpretare nell'interesse comune le linee guida europee: eccellenza ed innovazione erano le parole chiave. Noi, ma l'ho saputo dopo, nello stesso periodo abbiamo mandato in europa i vecchi babbioni che si voleva trombare in italia. Non hanno riportato nulla, anzi invece di insegnare a spendere i fondi strutturali ed a trasferire le buone pratiche, molto spesso hanno creato associazioni a delinquere per rubare in quà e in là come se si trattasse di una nuova cassa per il mezzogiorno. Già da dieci anni non avevo quindi dubbi che la spagna ci avrebbe superato. Non pensavo in realtà ci mettesse così tanto...





permalink | inviato da LeonardoBertini il 19/12/2007 alle 11:46 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa


16 dicembre 2007

Ormai non ci crede più nessuno

Non ci crede più nessuno a che finalmente qualcosa possa succedere davvero in questo paese. Censis, Istat, NYT tutti ormai dipingono un'Italia priva di alternative...in giro c'è sempre qualcuno che tenta di attenuare i toni, di smorzare le polemiche di fare un riferimento alle energie positive che pur ci sono, a quella creatività a quell'intraprendenza...erano cose a cui anch'io credevo molto soprattutto una decina di anni fa. Adesso dopo che nel frattempo non è stata fatta nessuna riforma strutturale  - giustizia, pubblica amministrazione, istituzioni, concorrenza, ITC, mobilità - solo per citare le più importanti o quando sono state fatte, vedi università, hanno peggiorato la situazione sempre che si valutino i risultati alla luce dell'eccellenza e dell'innovazione.
Ormai non ci crede più nessuno a che ci si possa fare, sicuramente non con questa classe politica e dirigente, che come abbiamo amaramente compreso non farà mai un passo in dietro ed anzi farà (come ha fatto fino ad oggi) di tutto per ostacolare qualsiasi passo in avanti, qualsiasi riforma o proposta che possa anche minimamente intaccare lo status quo. E pensare che la nostra si chiama democrazia repubblicana e gli eletti, come hanno bene descritto nella Casta, sono diventati baroni, duchi, marchesi...feudatari insomma, investiti di un potere dall'alto. Svegliamoci da quest'illusione. Sarebbe bellissimo mettersi d'accordo almeno su una cosa: tutti coloro che hanno rivestito una carica elettiva di qualsiasi livello, non dovrebbero presentarsi alle prossime elezioni.
Forse gli italiani potranno tornare a sperare che sia possibile cambiare qualcosa, perché senza quel segnale la "mucillaggine" farà di noi tutti degli "splendidi cadaveri"
Questo comunque siamo certi che non avverrà, quindi le risposte rimarranno le solite due: andarsene o esigere il diritto alla sopravvivenza e la dignità. Resta il problema di come farlo: ricerca dell'armonia e progettazione condivisa potranno sostituire conflitto e imposizione come concetti nuovi del Partito Democratico




permalink | inviato da LeonardoBertini il 16/12/2007 alle 11:36 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (2) | Versione per la stampa

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